Calabria – Basilicata 2015

icon_2015_bPerchè Calabria e Basilicata?

La Basilicata e la Calabria sono situate in una posizione chiave nell’ambito del Mediterraneo perché uniscono due tra le aree a maggior ricchezza e individualità genetica conosciute in Europa, il comprensorio Alpino-Appenninico e la Sicilia. Le indagini preliminari dal progetto Barcoding infatti suggeriscono che l’Appennino merionale rappresenti una chiave di volta dove si incontrano e si mescolano popolazioni provenienti da una gran numero di aree diverse (Sicilia, Alpi, Balcani) a seguito della complessa evoluzione climatica degli ultimi millenni e delle ultime decine e centinaia di migliaia di anni. Portare alla luce una tale miniera di diversità rappresenta il punto di partenza per provvedere al suo mantenimento tramite la pianificazione di azioni specifiche basate su rigorose analisi genetiche e biogeografiche.

Giorno 1
I ricercatori provenienti dai vari paesi europei si ritroveranno a Roma e raggiungeranno la prima area.

Giorno 2
1a tappa: Area del Monte Vulture

La fauna delle farfalle del territorio include specie di particolare interesse biogeografico. Le più interessanti sono Melitaea diamina ssp. nigrovulturis e Ephydryas aurinia ssp. lucana descritte come nuove sottospecie da Hartig nel 1968. Lo status di queste popolazioni merita di essere chiarito in occasione del progetto Barcoding delle Farfalle Italiane. Inoltre, le caratteristiche dell’area intorno al Monte Vulture possono essere tali da ospitare altre specie non ancora rinvenute che possono arricchire la fauna locale.

Giorno 3
2a tappa: Murgia Materana
Quest’area è dominata da una vegetazione xerica tipicamente mediterranea e le ricerche in quest’area saranno indispensabili per coprire nell’arco della Settimana delle Farfalle il maggior numero di tipologie ambientali dell’Italia meridionale. Inoltre, da un punto di vista lepidotterologico l’area è del tutto inesplorata potendo quindi offrire sorprese faunistiche e materiale importante per il progetto Barcoding delle Farfalle Italiane.

Giorno 4
3a tappa: Parco Nazionale del Pollino
Il Massiccio del Pollino ospita una fauna decisamente interessante ospitando popolazioni di specie tipicamente alpine come Erebia cassioides ed E. gorge, oltre che numerose specie di interesse conservazionistico (Melanargia arge, Parnassius mnemosyne, Maculinea arion, ecc.). Le popolazioni di Polyommatus ripartii sono talmente differenziate che secondo alcuni autori sono da attribuire ad una specie a sé, Polyommatus galloi (Balletto & Toso, 1979). Le segnalazioni di alcune specie come Chazara briseis ed Erebia gorge non hanno conferma da alcuni decenni lasciando ipotizzare una loro estinzione locale. Numerose altre sono le specie che hanno qui il limite meridionale di diffusione in Italia.

Giorno 5
4a tappa: Sila Greca
Il notevole sviluppo altitudinale di questa area permette la presenza nella porzione orientale dei Monti della Sila di una notevole variabilità ambientale. A questa si associa una ricca fauna di farfalle. Fra queste un particolare interesse hanno a bassa quota Melitaea aetherie, presente qui con l’unica popolazione dell’Italia continentale, e Hyponephele lupina. A quote collinari sono presenti specie di interesse conservazionistico (Zerynthia cassandra e Melanargia arge). Ad alta quota si continua con il Parco Nazionale della Sila.

Giorno 6
5a tappa: Parco della Sila
L’Altipiano della Sila ospita la popolazione italiana più meridionale di Brenthis ino, una specie conosciuta altrove in Italia solo per l’Arco Alpino. I suoi versanti più orientali ospitano altre specie interessanti come Anthocaris damone, in Italia presente solo in Calabria e Sicilia. Da un punto di vista conservazionistico sono da ricordare Parnassius mnemosyne, Zerynthia cassandra, Maculinea arion e Melanargia arge. Un interesse particolare hanno vecchie segnalazioni di Parnassius apollo che non sono confermate oramai da un secolo quando fu rinvenuta da Stauder (1915-1916) per i dintorni di Monte Botte Donato.

Giorno 7
Ritorno verso Roma.


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